cambiammo il passato per cambiare il futuro
Voglio che sia il viatico sull’orlo
della mia folle corsa intorno al mondo
voglio che sia quell’unica ragione
che tende ancora agguati al mio sentire
lo voglio come appassionata brama
anelito del mio esserci ancora
seppure spersa tra le foglie, i rami
tra i sassi tra le ortiche nelle case
nelle gelide strade dell’inverno
nel divampare in terre desolate
Lo voglio così tanto che lo grido
lo grido al cielo, all’universo tutto
e sono voce armata di silenzio
e pianto
e pianto
e pianto
e tu che sei signore delle cose
che mi hai fatta alla vita ed alla morte
quali orecchie di pietra hai tu, signore?
Perché non mi dai ascolto
e perché mai
puoi startene nel cielo quando io grido?
Sappi che non mi bastano le voci
che riempiono le bocche sul pianeta
non mi bastano gli ori né gli sfarzi
di cui si fanno belli i tuoi mercanti
io sono infinitesima dio mio
eppure in me si compie l’infinito
e allora grido
e piango
e ancora grido
voglio che sia l’amore a trarmi in salvo…






a remiganti tese
volo ed osservo l’ombra sul dirupo
ala vorrei che si facesse mano
una carezza nella stanca sera
Se avessi artigli strapperei
quel cielo
per farne un manto sulle sue giornate
sui tremori d’inverno adagerei
il respiro del sole, e lui sereno
avrebbe canti fatti di rugiada
e di stelle e di piume
un solo amore.

Sparpagliata nel tempo
squinternata
smarrita nel pulviscolo
frammezzati ricordi
(suonala ancora, Sam…)
Cos’ era quella pagina?
tracciato di vapore
nell’estate di un’ unica stagione
scalmanata
la mia parvenza
e
immobile
rimane scartocciata…
sopra un mare di sabbia
e all’orizzonte
una traccia dipinta nella sera
è indizio provvisorio
della notte.
Ma fino a quando
sugli spalti di quella che fu vita
e adesso è solamente taglio d’ombra
nascostamente recito e ricamo?
E perché mai? Mi chiedo
perché mai
ho questo filo che mi lega
al cielo
perché sento stormire nella mente
angeli e foglie insieme
un carnevale?
Ho tanta voglia di lasciarmi andare
di raccogliermi a lembi di vestito
di chiudere la casa che fu mia
e lasciare la chiave sul tappeto.